La sovranità non è un adesivo. È una catena di responsabilità.
Quando i vostri testi finiscono su un datacentro americano state esportando dati, anche se nessuno ve lo dice. Da noi restano qui, su macchine nostre, in una rete intestata all’istituto.
Cosa significa davvero «sovrano»
La parola circola tanto in slide marketing, raramente nei contratti. Per noi sovranità sono quattro cose che si possono verificare davanti a un regolatore: chi possiede l'hardware, dove sta fisicamente, sotto quale legge opera, chi può chiederne accesso. Mancare anche uno dei quattro punti basta per non chiamarsi sovrano.
Pilastro 1
Hardware di proprietà
Le macchine sono nostre e stanno in Svizzera. Non rivendiamo la capacità di un fornitore estero con un’etichetta svizzera. Fra voi e i vostri dati non c’è un intermediario che possa cambiare le regole senza dirvelo. È la differenza fra dire «i vostri dati restano qui» e poterne rispondere. Se ci valutate, apriamo la documentazione tecnica e vi facciamo parlare con chi gestisce le macchine, sotto riservatezza.
Pilastro 2
Posizione fisica vincolante
Macchine in Ticino, su una rete il cui numero di sistema autonomo è intestato all’istituto e verificabile nel registro europeo degli indirizzi. Non è un affitto: è nostra.
Pilastro 3
Diritto applicabile svizzero
Contratto regolato dal diritto svizzero. Foro Lugano. Nessuna esposizione diretta a CFAA / Stored Communications Act / CLOUD Act statunitense non si applica direttamente a noi: non siamo soggetti USA, non abbiamo controllata USA, non processiamo dati su infrastruttura USA.
Pilastro 4
Catena di accesso documentabile
Chi può accedere a un dato lo si vede in chiaro: lista sub-processor pubblica, DPA su richiesta, audit log forensicamente verificabile. Niente «contattateci per dettagli». La trasparenza è il nostro perimetro difensivo.
Quello che la sovranità NON è
Diffidate di chi vi dice «sovrano» e intende una di queste cose:
- ✗ «Datacenter in UE» — l'UE non è la Svizzera. Il GDPR è uno standard, non una giurisdizione. Microsoft Ireland resta soggetto al CLOUD Act.
- ✗ «Region Frankfurt» degli grandi fornitori americani — l'operatore è statunitense, le richieste FBI arrivano comunque. Verificato da Schrems II.
- ✗ «Cifrato end-to-end» — buona pratica, ma il provider che cifra ha le chiavi. La domanda è chi può obbligarlo a darle.
- ✗ «Conforme GDPR» — la conformità GDPR non blocca un mandato FISA. Sono regimi che possono coesistere e collidere.
- ✗ «Open-source» — il fatto che un modello sia a pesi aperti non dice nulla su dove gira l'inferenza. Anthropic e OpenAI hanno API closed che girano su hardware Amazon/Microsoft.
Conformità verificabile, articolo per articolo
Ogni riga qui sotto sta scritta in una politica o in un contratto. Chiedete e vi diciamo dove leggerla.
nLPD (LF 235.1)
Conforme operativamente
Trattamento conforme art. 5-8. Notifica violazioni al PFPDT secondo tempistiche statutarie. Diritti dell'interessato dal vostro pannello (export, cancellazione 30 giorni di grazia).
GDPR 2016/679
Conforme operativamente
Privacy by design (art. 25), DPA art. 28 su richiesta, notifica 72h (art. 33), portabilità JSON (art. 20), Records of Processing (art. 30) in compilazione.
Misure di sicurezza operativa
In esercizio
Gestione del rischio, risposta agli incidenti, continuità operativa e controllo della catena di fornitura, sul modello dell’art. 21 della direttiva europea NIS2. La direttiva vincola le entità dell’Unione, non un fornitore svizzero: applichiamo le misure, non dichiariamo una conformità che nessuno certifica.
FINMA Circ. 2018/3
Compatibile
Outsourcing IT con trattamento CID: appendice contrattuale dedicata su accesso del regolatore, diritto di verifica, uscita dal servizio, business continuity. Disponibile in fase di DPA.
ISO/IEC 27001:2022
Avviata, agosto 2026
Percorso di certificazione avviato in agosto 2026 per SIATI e per Daiko Lab SA, con ambito ristretto al servizio. Non siamo certificati oggi e non lo scriviamo: quando lo saremo, qui ci sarà il numero del certificato e l’ente che lo ha emesso.
SOC 2 Type II
Non l’abbiamo
Non è una certificazione ma un formato di rendicontazione, con destinatari ristretti, e non è lo standard di questo mercato: in Svizzera valgono ISO 27001 e ISAE 3402. Se il vostro revisore la chiede, ne parliamo — non la promettiamo.
L'architettura, in 4 fatti
Cosa garantisce che le promesse sopra non siano solo policy — sono enforced nel data path.
1 · Cluster on-premise
Il servizio gira su un cluster nostro, in Svizzera, non su un servizio gestito da un grande fornitore americano. I dati sono conservati in copia multipla su supporti separati, e ogni giorno viene creata una copia di sicurezza cifrata su un archivio indipendente.
2 · Inference isolata
I sistemi che elaborano le richieste sono isolati dalla rete esterna: non possono inviare nulla fuori, nemmeno per un errore di configurazione. Non è una regola che qualcuno deve ricordarsi di rispettare, è come è costruito il perimetro.
3 · Zero training su dato cliente
Architetturalmente: l'inferenza non scrive su filesystem di training. Contrattualmente: art. 5 dei Termini. Auditabilmente: log strutturato JSON con timestamp di ogni operazione.
4 · Audit trail completo
Ogni chiamata API è loggata: timestamp, model id, token count, latency, IP redatto. 90 giorni di retention per security investigation, 1 anno se aperta un'indagine documentata.
Data Processing Agreement
Disponibile su richiesta a privacy@siati.ai. Conforme art. 28 GDPR + art. 9 nLPD. Per clienti FINMA forniamo una sezione apposita su outsourcing di CID conforme Circolare 2018/3. Firma tipica in 5-10 giorni lavorativi.
Volete verificarlo di persona?
Se ci state valutando, organizziamo un incontro tecnico. Prima firmiamo la riservatezza. Poi vi diamo la documentazione completa e il contratto sui dati. I vostri responsabili della sicurezza chiedono quello che vogliono. Risponde chi gestisce le macchine, non un commerciale.