Abbiamo tolto Google dal sito
Le statistiche di visita adesso le facciamo noi, sul nostro server, senza cookie e senza uno script di terzi. È sparito anche il banner del consenso: non c’è più niente per cui chiederlo.
Il sito usava Google Analytics, con un banner per attivarlo. L'abbiamo tolto.
Perché era una contraddizione. Vendiamo elaborazione che non esce dalla Svizzera, e intanto la pagina che lo raccontava mandava a un'azienda americana l'indirizzo IP di chi la stava leggendo. Un fiduciario che apre gli strumenti del browser lo vede in dieci secondi, ed è esattamente la persona a cui quella pagina parla.
Cosa c'è al suo posto. Contiamo le visite noi, sul nostro server, dopo aver servito la pagina. Nessuno script, nessun cookie, niente che parta dal vostro browser. Di ogni visita conserviamo la pagina, il momento, il dominio da cui arrivate — mai l'indirizzo completo, che potrebbe contenere quello che avete cercato — e se il dispositivo è un telefono o un computer. Per stimare quante persone distinte passano in un giorno calcoliamo un'impronta che cambia ogni giorno e non permette di riconoscervi il giorno dopo.
Il banner è sparito. Non è una dimenticanza: restano due cookie tecnici, quelli che tengono la sessione e impediscono a un altro sito di inviare richieste a vostro nome. Per quelli il consenso non è richiesto — né dalla direttiva europea, né dalla legge svizzera. Chiedere un consenso che non serve è un modo per sembrare in regola invece di esserlo.
Una cosa che abbiamo sbagliato e corretto in giornata. Per qualche ora la pagina d'ingresso ha interrogato il registro europeo degli indirizzi di rete dal browser di chi la guardava, per dimostrare che la rete è intestata all'istituto. L'idea era buona, il modo no: quel registro ha sede ad Amsterdam, e ogni visita gli consegnava un indirizzo IP. Adesso quella verifica la fa il nostro server, e il browser di chi legge non contatta più nessuno.
I dettagli, compresi quelli scomodi, stanno nella pagina sui cookie.